La spalla dello sportivo è una struttura complessa. Ogni movimento, lancio o colpo di racchetta mette a dura prova tendini e muscoli che la stabilizzano. Chi pratica sport come tennis, nuoto, pallavolo o baseball conosce bene il dolore alla spalla e la rigidità che possono comparire dopo allenamenti intensi o competizioni.
Nel mio lavoro quotidiano incontro atleti e appassionati con sintomi simili, ma con cause differenti: non tutte le tendiniti sono uguali. Il tendine coinvolto, il meccanismo di insorgenza e lo stadio patologico definiscono il percorso terapeutico più efficace. Capire queste differenze permette di trattare il problema nel modo giusto, evitando complicanze e accelerando il ritorno alla prestazione sportiva.

Cause principali delle tendiniti negli sportivi
Le tendiniti derivano da sovraccarichi ripetitivi, microtraumi o conflitti anatomici. Nei tendini con ridotta vascolarizzazione, come il sovraspinato, la guarigione rallenta, e piccoli danni si accumulano nel tempo. In chi pratica sport overhead, i movimenti ripetitivi sopra la testa amplificano lo stress tendineo.
Le principali cause includono:
Sovraccarico funzionale: esercizi ripetitivi e sollevamenti frequenti provocano microlesioni tendinee.
Traumi acuti: cadute o contraccolpi possono causare infiammazioni o rotture parziali.
Conflitto subacromiale: riduzione dello spazio tra acromion e testa omerale, con compressione dei tendini.
Fattori intrinseci: età, ridotta vascolarizzazione, diabete o predisposizione genetica riducono elasticità e capacità di rigenerazione.
Attenzione. È importante distinguere tra tendinite e tendinosi: la prima è infiammazione acuta reversibile, la seconda è degenerazione cronica con perdita di struttura e funzionalità del tendine, spesso da sovraccarico prolungato. A loro volta, è bene distinguere le varie tendiniti.
Differenze tra tendiniti
Ogni tendine della spalla presenta caratteristiche uniche e risponde diversamente agli stimoli.
Tendine del sovraspinato
Il sovraspinato, per la sua posizione anatomica e la scarsa irrorazione, è molto esposto agli overuse. Il dolore si localizza lateralmente e aumenta in abduzione sopra i 90°, peggiora durante i gesti overhead tipici di nuoto e tennis. La rigidità notturna e la debolezza nello sollevare il braccio sono frequenti.

Capo lungo del bicipite
Le tendiniti del capo lungo del bicipite spesso derivano da tenosinovite e si associano a borsite subacromiale. Il dolore si percepisce anteriormente, con possibile “click” o scroscio articolare. La rotazione del braccio può risultare limitata, e la forza cala durante movimenti specifici.
Cuffia dei rotatori (sottoscapolare, sottospinato, piccolo rotondo)
I tendini della cuffia dei rotatori si infiammano per posture scorrette, sovraccarichi o invecchiamento. Il dolore si manifesta in intrarotazione o estensione, spesso disturbando il sonno. Il calo di forza e la rigidità sono evidenti durante i movimenti funzionali, e la borsa sinoviale può infiammarsi.
Sintomi comuni: come riconoscere una tendinite
Pur differendo per localizzazione, le tendiniti della spalla negli sportivi condividono alcuni segnali:
Dolore spalla progressivo, peggiora con movimenti sopra i 90°
Rigidità e lieve gonfiore
Impotenza funzionale e debolezza
Irradiazione al braccio e “effetto warm-up” (il dolore diminuisce durante l’attività ma ritorna dopo).

Approccio terapeutico
Cosa fare in caso di dolore alla spalla dovuto alla tendinite? Nei primi stadi, è indicato il riposo: evitare movimenti overhead e carichi eccessivi. Crioterapia e farmaci antinfiammatori riducono dolore e gonfiore mentre la fisioterapia, con esercizi di rinforzo eccentrico per sovraspinato, bicipite e cuffia dei rotatori, aiuta a ritrovare movimento e previene recidive.
Quando la risposta ai trattamenti tradizionali è lenta o incompleta, le terapie rigenerative offrono risultati promettenti, stimolando la riparazione dei tessuti danneggiati senza intervento chirurgico. Le principali metodiche che applico nel mio ambulatorio sono:
PRP – Plasma Ricco di Piastrine: ottenuto da sangue del paziente, concentrato e infiltrato sotto guida ecografica nel tendine lesionato. Le piastrine rilasciano fattori di crescita che stimolano la rigenerazione, riducono infiammazione e favoriscono la formazione di nuovi vasi sanguigni.
TNCs – Cellule mononucleate: prelevate dal sangue o dal midollo osseo, comprendono una popolazione eterogenea di cellule con attività prevalentemente biologica e regolatoria. Il loro impiego è finalizzato alla modulazione della risposta infiammatoria e al supporto dei processi di riparazione tissutale, contribuendo al miglioramento del microambiente biologico locale.
MSC – Cellule mesenchimali da tessuto adiposo: cellule stromali multipotenti prelevate dal tessuto adiposo del paziente. La loro azione è prevalentemente immunomodulante e paracrina, con un ruolo nel miglioramento dell’ambiente biologico locale e nel supporto ai processi naturali di regolazione e mantenimento tissutale.
Mesoterapia: microiniezioni di anti-infiammatorio e anestetico nel mesoderma creano serbatoi che rilasciano lentamente il farmaco nella zona dolente, utile per contratture parascapolari e tendiniti inserzionali resistenti.
Queste metodiche sono minimamente invasive, sicure e autologhe, cioè utilizzano cellule del paziente stesso, massimizzando tollerabilità ed efficacia. Spesso si combinano con esercizi domiciliari mirati per consolidare i risultati e prevenire recidive.
Nei casi più resistenti o in presenza di impingement meccanico, onde d’urto o infiltrazioni mirate completano il percorso rigenerativo. La chirurgia artroscopica è riservata alle lesioni strutturali che non rispondono a terapie conservative e rigenerative.
Prevenzione e ritorno allo sport
La prevenzione parte dalla gestione intelligente dei carichi: aumentare gradualmente il volume e l’intensità dell’allenamento permette ai tendini e ai muscoli della spalla di adattarsi senza sovraccaricarsi.
La tecnica corretta nei gesti sportivi riduce compressioni e microtraumi, evitando che il sovraspinato o il capo lungo del bicipite subiscano stress eccessivo.
Il rinforzo mirato della cuffia dei rotatori e dei muscoli scapolari stabilizza l’articolazione, migliora la coordinazione e distribuisce uniformemente le forze durante i movimenti overhead. Combinando questi accorgimenti con fisioterapia preventiva e, se necessario, terapie rigenerative, il recupero funzionale diventa più rapido, la spalla resta resistente e il gesto atletico sicuro.
Le tendiniti della spalla negli sportivi richiedono una valutazione precisa dei sintomi e dello stadio tendineo. Le terapie rigenerative favoriscono la riparazione dei tessuti, riducono dolore e accelerano il ritorno allo sport, integrandosi con esercizi e fisioterapia per risultati duraturi.


